Republic Day

Oggi, 2 giugno, in Italia ricorre la Festa della Repubblica. Sessantacinque anni fa, gli italiani, mediante un referendum istituzionale, decisero di non voler essere più sudditi e di cominciare ad essere repubblicani. In realtà, la repubblica vinse d’un soffio, con poco più del 54% dei voti. Gli italiani, come sempre, erano spaccati a metà. Al sud la monarchia rimaneva di gran lunga la preferita, mentre la percentuale si invertiva al nord, a favore della repubblica. Sta di fatto che l’Italia, dopo un ventennio fascista che l’aveva prostrata, decideva di assumere la forma istituzionale che conserva ancora oggi e che, si spera (mala tempora currunt), terrà ancora a lungo.

Oggi a Roma c’è un preludio d’estate, ma il caldo è stato stemperato da un timido acquazzone. Ci sono motociclette e volanti di Polizia e Carabinieri che sfrecciano a sirene spiegate, scorrazzando su e giù per la città, scortando limousine dai vetri oscurati, fischiando e agitando la paletta a chiunque intralci loro il cammino.

Ed io che brontolo e mi chiedo se quei pezzi grossi dietro i vetri antiproiettile meritino davvero tanto spreco di denaro pubblico. E sì, noi italiani siamo così: ci lamentiamo sempre! :)

L’Enel, la principale società italiana fornitrice di energia elettrica, ha prodotto uno spot pubblicitario, in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia. Lo voglio riproporre qui, perché la voce fuori campo parla lentamente, scandisce bene le parole, ed ascoltarla può essere un buon esercizio per chi vuole imparare la pronuncia italiana corretta.

Tutto sommato voglio bene al mio paese e faccio i miei auguri a questa Repubblica malconcia, che soffre e si arrabatta, da tanti anni, per essere un paese normale.


È vero, l’Italia è da sempre un paese particolare; ed è su difetti e piccole manie che amiamo soffermarci, quando parliamo del nostro paese. È semplice, lo fanno tutti!
Per una volta, una soltanto, fate qualcosa di diverso: provate a parlare di quell’Italia che sembra essere invisibile, ma che esiste! Quell’Italia creativa, quella appassionata, quella intraprendente, quella capace di arrivare lontano! Per una volta, non parlate di debolezza, parlate di energia.
Sarà bello scoprire che parlerete di voi.

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4 risposte a Republic Day

  1. Melissa Muldoon scrive:

    Bello questo! Mi piace molto l’immagine della ragazza con il giornale. La sua faccia è così espressiva. Interessante che gli italiani erano spaccati a metà anche in quel periodo. Hai “dipinto” un quadro molto colorito delle manifestazioni oggi. Il video è anche bello e commovente. L’ho già ascolto un paio di volte per sentire le belle parole. Grazie!

    • maelström scrive:

      Grazie Melissa! ;-)
      Vedi, gli italiani si sono divisi a metà molto spesso, quando si è trattato di prendere decisioni importanti. Fu così anche nel caso del referendum sul divorzio: più del 40% dei votanti si espresse a favore dell’abrogazione della legge che aveva introdotto il divorzio nel nostro paese. Ed era il 1974!
      Sebbene gli italiani siano fondamentalmente di centro-destra, anche nelle elezioni politiche ed amministrative c’è una netta spaccatura a metà (lo si è visto con la recente elezione del sindaco di Milano, per esempio).
      Vedremo come si esprimeranno i cittadini il 12 e 13 giugno di quest’anno, sempre che si raggiunga il tanto agognato quorum (purtroppo da metà anni ’90 in poi, tutti i referendum sono falliti per scarsa affluenza alle urne).

  2. flapane scrive:

    Si dice, ma siamo nel campo delle leggende metropolitane, che addirittura la monarchia vinse, ed il risultato fu “aggiustato” a dovere per far sì che questo non accadesse.
    La gente, sopratutto al Sud, aveva paura di quello che sarebbe stato un cambiamento dopo secoli di monarchia (e qualcuno come Totò e Lauro hanno continuato a pensarlo in questo modo anche dopo), forse anche per avversione al pericolo del comunismo.

    • maelström scrive:

      Verissimo. Del resto al sud, se non erro, la monarchia aveva raccolto più del 60% dei voti. Certo, è strano, considerando la vigliaccata di Vittorio Emanuele III, fuggito a Brindisi.

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